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martedì 18 agosto 2009

Colàc - 12/08/09

*** testo di Marco, foto di Danilo e Marco ***

Partiamo il mattino presto per evitare il traffico in Val di Fassa, e ci dirigiamo verso Alba.
Da qui, con la funivia del Ciampac saliamo fino a quota 2125 m e riscendiamo un pochino fino all'attacco della ferrata dei Finanzieri, che porta fino in cima al Colac (2715 m).
Una volta imbragati, cominciamo la salita. Il tratto iniziale non presenta nessuna difficoltà, ma nel tratto centrale vi sono alcuni passaggi un po' impegnativi (il primo lungo una scaletta verticale, il secondo un po' più in alto). Passati questi si sale tranquillamente fino in cima, dopo circa 600 m di dislivello.

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*** Colac dall'alto ***

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*** Colac dalla base ***

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*** verso l'attacco ***

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*** la Val di fassa dalla parete ***

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*** Danilo in salita ***

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*** in parete ***

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*** prospettiva ***

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*** verso la cima ***

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*** cavi ***


Dalla cima si può ammirare il massiccio della Marmolada.
Dopo una sosta e qualcosa da mangiare, cominciamo la discesa sul versante sud, verso la valle di Contrin.

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*** la Marmolada dal Colac ***

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*** Marmolada ***

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*** DP ***

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*** MP ***

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*** DP con Marmolada ***

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*** ... ***

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*** DP ***

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*** in discesa dal Colac ***

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*** arbusto ***

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*** colori ***

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*** Colac dal basso ***

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*** "sgnàpa" ***


Una volta tornati a Penia, ci facciamo una birretta e poi a casa.


lunedì 17 agosto 2009

Monzoni Occidentali - 10/08/09

*** testo di Marco, foto di Marco e Danilo Pederiva ***

Nella settimana "calda" di agosto, quest'anno niente mare, ma montagna. Approfitto della casa dei miei a Moena, e di conseguenza delle ottime possibilità che le Dolomiti offrono per fare trekking.
Lunedì mattina sveglia alle 6, ma vista la pioggia battente, si ritorna a letto, sperando in qualche miglioramento nel pomeriggio.
Subito dopo pranzo, approfittando della schiarita, io e mio padre decidiamo di fare la traversata dei Monzoni Occidentali, partendo dal Piz Meda (2200 m) fino al Sàs de le Undesc (2550 m); volendo si può proseguire fino al Sas de le Dodesc (2446 m).
Si sale da Someda (1276 m), per il ripido sentiero che sale, praticamente in verticale, fino alla Vàl del Vènt, proprio alla base del massiccio roccioso del Piz Meda. Da qui, in un quarto d'ora si raggiunge facilmente la cima.

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*** sul Piz Meda ***


La meta successiva è la Punta Vallaccia (2637 m), la più alta del gruppo; scesi dal Piz Meda, si percorre un crinale erboso fino alla sommità.

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*** arcobaleno ***


Il tempo peggiora, piove un pochino, quindi dopo una breve sosta e qualche foto, proseguiamo.

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*** Moena dalla Vallaccia ***

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*** MP ***

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*** DP ***


Si passa sotto la Vallaccia e si arriva alle pendici del Sas Aut, sul qualche si arriva percorrendo un breve tratto di ferrata.
Da qui si procede per il Sàs de le Undesc, alla base del quale parte il sentiero che scende dal crinale verso valle.
Arriviamo a Vigo alle 8 di sera.

martedì 25 novembre 2008

Do' sàlti en Bondòn

*** testo e foto di Marco Pederiva ***

Domenica mattina, non sapendo che pesci pigliare - vista la meravigliosa giornata che si presentava - io e mio papà decidiamo di fare 2 salti in Bondone, così per stimolarci l'appetito. Niente di che, giusto per sgranchirsi le gambe...ovviamente l'organizzazione è la solita firmata "Pederiva", e cioè ZERO programmi, ZERO attrezzatura, ZERO acqua, ecc.
Appena arrivati a Vason vediamo subito che c'è parecchia gente con gli sci alpinismo, al che ci mangiamo le mani, ma...ormai siamo qui, saliamo lo stesso.


*** la catena dell'Adamello (da metà salita) ***


*** scorcio ***


Se osservate la foto sopra vedrete un puntino (che è mio papà), in fuga solitaria a caccia di tutti gli sciatori che ci sono rimasti davanti...ovviamente la caccia fa le sue vittime!


*** la catena dell'Adamello (dalla cima) ***

...Direi che per cominciare, può andare bene anche così!

Ciao

lunedì 29 settembre 2008

Lagorai, mon amour

*** foto di Mirko Bertoldi e Marco Pederiva, testo di Marco Pederiva ***

Noi amiamo la montagna, così grande, così infinita, così maestosa. La amiamo perchè è sempre lì, a stabilire le sue regole, e a farle rispettare.
La montagna non è come il mare: la vetta costa fatica, sudore, buona volontà; la spiaggia no.
In montagna non si deve abbassare la guardia.
La montagna in autunno è meravigliosa.

Da sempre il Lagorai ha un particolare fascino su di noi: non è antropizzato, niente impianti, niente servizi - di conseguenza scenari mozzafiato.

Almeno una volta l'anno organizziamo una "spedizione", per godere di tutto ciò che un posto simile può offrire: silenzio totale, colori bellissimi, pace. Ogni volta le sensazioni sono simili, ma mai uguali, e per questo ci torniamo ogni anno più che volentieri.

Sveglia alle 6, alle 8 siamo in partenza dalla strada forestale che sale verso il Lago Lagorai. Non c'è nessuno, e questo è bello.


***cascata***


***non siamo gli unici asini in giro...***


Arrivati al lago, ci fermiamo per bere, e poi proguiamo verso la forcella che porta verso la Val Moena.


***Mirko SULLA cascata***


***l'antica foresta NEL lago***


***Lago Lagorai***


Ad un certo punto si svolta a sinistra, direzione Laghetti Lagorai (eh sì, chi ha dato i nomi pecca un pochino in fantasia), dove arriviamo una ventina di minuti dopo.


***verso la forcella***


***il lago dal bivio per i laghetti***


***a 20 minuti dai laghetti***


Da qui in poi c'è la neve, che non se ne andrà fino al prossimo Maggio; anche la temperatura è notevolmente calata rispetto alla valle, complice un vento freddo che arriva dalla forcella a sud.


***il primo dei laghetti***


***un nuovo tipo di yeti***


***simmetria pura***


Dopo una breve sosta e un tè caldo, proseguiamo per la forcella a sud, denominata...Forcella Lagorai (!!!).


***acqua è vita...***


***i laghetti Lagorai***


***...l'altro yeti***


Mangiamo qualcosa, e poi ritorniamo sui nostri passi, giù di nuovo verso il lago e poi ancora, finchè siamo nuovamente all'auto.


***ritorno alla cascata***


Come inizio stagione può andare bene così.

Ciao